Make it now | Book Review

Conosci Anthony Burrill?
Se no, questo è il momento perfetto per rimediare.
Burrill è un grafico e tipografo. La sua specialità sono i poster, dominati dai netti caratteri che sceglie e dalle frasi semplici ma sempre d’effetto.

Perché ti tiro fuori Burrill, dirai.
Perché l’anno scorso, mentre ero a Berlino, mi è capitato tra le mani il suo libro “Make it Now” ed è stato come una ventata d’aria fresca.

Il libro si legge in mezza giornata, ma lo si sfoglia per sempre.
Le pagine sono piene di caratteri tipografici, di foto dei suoi lavori, di citazioni che ti fanno venire voglia di dire Sì Anthony, mi metto subito al lavoro, come dici tu

Perché te ne parlo ora, chiederai.
Perché per me è un periodo spento. Mi sento poco ispirata, mi sento abbattuta dagli eventi, mi sento come se volessi buttare via tutto. Questo libro è quel messaggio subliminale che mi ricorda che invece devo farlo, e per giunta adesso. Cattura la mia attenzione ogni mattina e mi ricorda di quella boccata d’ispirazione fresca che ho provato quando l’ho letto la prima volta. È come il caffè al mattino, mi sveglia e mi fa dire Sì Anthony, mi metto subito al lavoro, come dici tu

Per questo te ne parlo, perché potresti volerlo anche tu. Ne leggerai degli errori commessi da Anthony, leggerai di come è arrivato dove è, riderai alle sue battute
Ma soprattutto penserai che Sì Anthony, mi metto subito al lavoro, come dici tu

Tutti cambiamo, anche lo stile.

Avrei voluto fare un post in cui ti spiegavo come sono arrivata a questo stile.
Avrei voluto dirti perché ho scelto certe frasi o parole.
Invece non riesco davvero a spiegarmi, so solo che è da un po’ che avevo in testa queste immagini, queste forme, queste linee. Sentivo il bisogno di far capire che sono fatta in un modo preciso, e se metti insieme le mie ultime pubblicazioni ti fai un’idea di quello che intendo.

Sì perché è così che mi sento, fatta di linee storte che non vanno da nessuna parte, indirizzate in uno spazio infinito in cui galleggiano parole, figure, pensieri.

Non so quanto senso possa avere, ma in un certo senso quando le guardo mi sembra di vedermi riflessa in uno specchio. Voglio scrivere di più, voglio scrivere sopra ai disegni e alle foto. Ci sono sempre troppe idee e troppo poco tempo per realizzarle, ma ce ne sono alcune che pressano e mi spingono a realizzarle senza che me ne renda nemmeno conto, a volte.

Ti succede mai?

 

Hoppipolla | L’ultima scatola

Eh già, il mio abbonamento di 3 mesi è giunto al termine.
Suona un po’ come un film di Indiana Jones: Chimù e l’ultima Hoppìpolla.
In effetti queste scatole hanno un che di misterioso. Sono un piccolo tesoro. Non sai mai cosa puoi trovarci finché il postino non ti suona alla porta e lascia questo contenitore di felicità. E questo mese mai mi sarei aspettata di vedere qualcosa di così bello. Voglio dirvelo, ragazzi di Hoppipolla, avete battuto voi stessi e superato totalmente le mie aspettative.

Anche se, una bella fetta di complimenti io vorrei farli direttamente ai produttori delle meraviglie che mi si sono palesate davanti quando ho scoperchiato. Dalle serigrafie di Sabrina Gabrielli, al portacarte a dondolo di Luca Binaglia. Dal volume dedicato a Laika dello Studio Rebigo, alla spilletta dedicata ad Italianism.

Insomma, per un’appassionata di musica e illustrazione come me, si fa alla svelta a capire che effetto ha avuto questa combinazione di elementi. Esatto, potete immaginarmi inebetita a rigirarmi tra le mani la spilletta, a toccare il sottile rilievo della serigrafia o a strizzare gli occhi su Laika per apprezzarne tutti i dettagli.

Ciliegina sulla torta, la playlist de Il mucchio selvaggio che sto ascoltando mentre scrivo e a cui dò 10 punti perché hanno inserito i miei amati Mount Kimbie. Anzi, sapete che? Stavolta invece di consigliarvi io una canzone, chiudo proprio con la loro playlist.

A presto ❤

Chiara

Street Inn | Bed, Street Art and Breakfast

Hai in programma di passare una giornata a Firenze?
Fai pure serata e, lasciamelo dire, non perdere altro tempo a cercare hotel o bed&breakfast e prenota direttamente allo Street Inn.  E qui giustamente mi dirai, ma che cosa ne sai tu dei B&B di Firenze se ci abiti?  E invece credimi, lo conosco molto bene questo posto. Ho girato dentro tutte le stanze e ti garantisco che se dovessi dirti qual è la mia preferita, non saprei davvero quale scegliere.

In che senso? Beh perché ogni stanza è stata data in mano ad uno street artist per renderla unica, e mica stiamo parlando di artisti qualsiasi. Le 5 stanze sono state assegnate ad Ache77, Exit Enter , Hopnn, RMOGRL8120 e Urto.

Ma gli artisti hanno anche disseminato lavori in tutti gli spazi disponibili. Ci sono gli adesivi di Stelle Confuse, i murales di NiAn e Jamesboy e gli svolazzanti Post It di Post-Hit.

E come ti dicevo, lo conosco bene questo posto, perché Silvia, la proprietaria, con cui NON puoi non fare amicizia, organizza sempre degli eventi, mostre e serate fuori dal comune ed è proprio ad una di queste serate che l’ho conosciuta. ❤

Insomma, se sei fan dell’arte in generale e più che mai della street art, se ti piacciono i posti fighi e, diciamocelo, se ti piace anche l’idea di alloggiare a cinque minuti a piedi dalla stazione Santa Maria Novella e a massimo venti a piedi dal Duomo, ricordati di questo posto, mi ringrazierai poi.

Io non vedo l’ora che inaugurino una nuova mostra di qualche artista emergente e chissà, magari ci becchiamo lì! Intanto guardati tutte le foto che ho fatto l’ultima volta che sono andata, che ne pensi? Non ti sembra una figata stratosferica? 😍

Chiara

Fotografia Europea 2018 | Il Collettivo 4 al circuito off

Se hai dato un’occhiata alle mie stories di Instagram tra ieri e oggi, avrai notato che ho parlato di un’esposizione che per me è speciale in molti modi.

Si parla di Fotografia Europea 2018, evento che raccoglie fotografi provenienti da tutta europa e che permette di vedere per una manciata di euro, se non gratis, dai grandi nomi della fotografia a quelli emergenti. Gli eventi sono molti, sparsi per la città ed è bellissimo ritrovarsi a vagare in questa mostra itinerante ed entrare in qualsiasi porta che fino al giorno prima era molto più comunemente chiusa.

In particolare, in via Roma presso la Galleria13, espone il Collettivo 4, gruppo fotografico composto da Fabio Civitelli, Giuseppe Faralli, Massimo Padelli e… Angelo Mulas.
Eh già, la corrispondenza del cognome non è casuale, ti parlo di mio padre!

Io adoro le loro foto, ma mi sento ovviamente di parte. Per questo ti consiglio di andare a vederle personalmente alla galleria, ma intanto ti lascio un breve teaser della mostra per farti un’idea.

Se passi, fammi sapere come ti è sembrata la mostra e cosa ne pensi!

Chiara

Pug it up!

Premi play e immaginati il carlino che si muove a tempo:

Ti piacciono i carlini?
Ti piace la musica?
Ti piacciono i regali?

Allora preparati, perché sta per arrivare un super giveaway con questo tipo qui sopra, che è il protagonista del mio ultimo lavoro digitale. Credo di sentire un bisogno fortissimo di disegnare anche altri animali. Sì, lo sento proprio. 🐕 🐈 🐇

Il vuoto dentro | quando non riesci a creare niente

Crediamo sempre di essere gli unici a sentirci così.
Cioè, lo sai che anche gli altri sentono dei vuoti, dei blocchi.
Ma solo tu ti senti così tanto così.

Ecco, dovresti smetterla di fartene una colpa, smettere di pensare che se produci meno degli altri allora sei meno competente. Smetti di compararti agli altri solo per misurare quanto sei peggiore di loro. O meglio, guardarsi intorno fa bene, ma cerca di farlo oggettivamente. Guarda chi sta più in alto ma anche chi sta più in basso.

E smetti di ripeterti che resterai sempre dove sei, che a nessuno interessa quello che fai, che è inutile esporti perché quello che fai non piace o serve a nessuno. Ricordati che anche tu ammiri qualcuno e che quella persona ha pensato queste stesse cose di sé, ma le ha accantonate per andare avanti.

Non fermarti se sono mesi o addirittura anni che ci provi e non ti sembra di aver combinato niente. Ci vogliono costanza e tantissima pazienza per raggiungere quello che desideri.

Smetti di ripeterti che il mondo è già pieno di persone che fanno il tuo stesso lavoro e che tu non servi. Se la pensi così, cerca di capire cosa puoi aggiungere di tuo che gli altri non possono dare.

Queste parole le scrivo pensando a te che leggi, ma le ripeto ogni giorno anche a me stessa. Spesso ho come la sensazione che la mia autostima frani come se stessi cercando di sollevare un cumulo di piume leggerissime tutte assieme. Ci provo, ma inevitabilmente volano più lontano. Ma ho deciso di credere che non sono l’unica ad avere dei momenti di instabilità. Ho deciso di credere che è perfettamente normale e che se un giorno non ce la faccio a fare qualcosa, proverò il giorno dopo.

Potresti farlo anche tu, se solo lo volessi.
Si tratta solo di decidere.
Ci vuoi credere?

CHEAP FESTIVAL 2018 | Call for artist entry

Come promesso, ho preparato qualcosa per la Call For Artist del CHEAP Festival.
Ve ne parlai già tempo fa in un altro post che non aspettavo altro che aprisse. 🙂  Anche il tema mi ha preso molto, Frammento/Unità, trovo che abbia davvero molte sfaccettature e letture, in particolare in questo momento storico.

Nell’epoca in cui il conformismo è la consuetudine, ci sentiamo individui unici come mai prima d’ora. Allo stesso tempo, in tutti gli angoli del mondo si fa sempre più prepotente questo sentore d’odio e violenza, spingendoci dentro un bisogno di sentirci di nuovo parte dell’umanità, di ritrovare un bene comune, di stringerci le mani senza paura. 

È questo quello che ho rappresentato nel mio poster che ho inviato la settimana scorsa ai ragazzi di CHEAP. I selezionati saranno annunciati a fine maggio… Incrociamo le dita! 🤞

 

3×3 | Book Review

Vi ricordate il mio post su Artefiera? Ecco, ho omesso un dettaglio importante, ovvero che l’entrata era tappezzata di libri e riviste meravigliose in vendita. In questi posti mi succede due cose in sequenza. Prima vado in brodo di giuggiole, mi trasformo in un Gollum delle librerie e vorrei portarmi a casa tutto, in seconda battuta mi ricordo di quanto sono povera e che il furto è reato e che quindi è meglio abbassare le mani.
Però quando vedo tante cose belle tutte insieme, in un luogo che mi ha dato in qualche modo gioia, ecco, io qualcosa a casa ce lo devo riportare. 
Ed ecco che parte tutto il mio processo mentale in cui tocco, sfoglio, guardo e decido quale sarà il pezzo che diventerà l’emblema di quel preciso evento.

In questo caso, il vincitore di Artefiera è una rivista molto particolare che ho trovato allo stand dell’Edicola 518 di Perugia e che non conoscevo prima. 3×3 oltre ad essere la protagonista di questa review è sopratutto una raccolta annuale dei migliori illustratori che si sono distinti in un determinato anno, in questo caso ovviamente del 2017.
Quello che mi è piaciuto di più è che siano stati divisi non per stati o per stili, che di solito creano solo una certa noia mentale nel lettore, ma per categorie di medium. Dai poster, alle illustrazioni per l’editoria, dalle riviste ai videogames, le possibilità di declinazione e applicazione degli stili sono infinite e questa impaginazione ci aiuta a renderci conto che i nostri gusti possono sempre servire a qualcuno a prescindere dal settore.

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Non è vero che uno stile è migliore di un altro per una determinata cosa, o meglio, forse sì ma non date mai nulla per scontato.
Infine, ma non credo che ci sia bisogno di dirlo, è una miniera d’oro per trarre ispirazione e gli illustratori presenti sono a dir poco magnifici.

Come sempre, lascio parlare le immagini e spero di avervi incuriosito.
E Voi? Avete una rivista da cui traete ispirazione? Parlatemene nei commenti!

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