We are made of starstuff [ About my latest project]

One dot.
Then a bigger one.
One more, smaller, one and two and three more.

Then comes a line, going from left to right.
Wait, this is going from the bottom to the top instead!

Maybe it’s just my playful way to fill the gaps.
I don’t know what clicked in my head when in my head, exactly, I drew those constellations.
It is like there are connections between my thoughts, they born and die here in my brain, fast as the starlight that crosses the empty space to reach us. Every spot is a single question I ask myself, and while it grows it traces a line that leads to a newborn concept.

Well, after all I’m just talking, because I appreciate when other people find their way to break down these representation of my instincts to play with them and build their own with my pieces.

I just love to find some new ways to play with nothingness. To understand where I can paint with black, to pierce the white paper to fill it then again with far galaxies and crowds of undefined stars.
Could there be life there?
What about you, what did you see in those stars?

Click to see the “We are made of starstuff” page

Italian version_

Un punto.
Poi un altro più grande.
Un altro ancora piccolino, e uno e due e tre.
Poi una linea, da sinistra a destra.
Aspetta, questa invece va da sotto a sopra!

Forse è il mio modo di giocare a riempire i vuoti.
Non lo so cosa mi è scattato in testa, quando appunto, nella testa ci ho messo le costellazioni. 
È che per me è come se ci fossero dei collegamenti tra i miei pensieri, che nascono e muoiono qui in questo cervello, veloci come la luce delle stelle che attraversano lo spazio vuoto per giungere a noi. Ogni puntino è una singola domanda che mi pongo, che nello svilupparsi traccia una linea che si protende verso un nuovo concetto appena nato.

Che poi si fa per parlare, perché mi piace quando ognuno trova il modo di scomporre queste raffigurazioni dei miei istinti per giocarci e ricomporne di propri.

A me diverte cercare nuovi modi di giocare con il nulla. Capire dove posso tingere di nero, bucare il foglio per poi riempirlo di nuovo di galassie lontane, popolarlo di stelle inventate e indefinite.
Che poi, ci sarà vita laggiù?
Voi, che dite, cosa ci avete visto in quelle stelle?

Clicca per vedere tutta la serie “We are made of starstuff”

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