Tutti cambiamo, anche lo stile.

Avrei voluto fare un post in cui ti spiegavo come sono arrivata a questo stile.
Avrei voluto dirti perché ho scelto certe frasi o parole.
Invece non riesco davvero a spiegarmi, so solo che è da un po’ che avevo in testa queste immagini, queste forme, queste linee. Sentivo il bisogno di far capire che sono fatta in un modo preciso, e se metti insieme le mie ultime pubblicazioni ti fai un’idea di quello che intendo.

Sì perché è così che mi sento, fatta di linee storte che non vanno da nessuna parte, indirizzate in uno spazio infinito in cui galleggiano parole, figure, pensieri.

Non so quanto senso possa avere, ma in un certo senso quando le guardo mi sembra di vedermi riflessa in uno specchio. Voglio scrivere di più, voglio scrivere sopra ai disegni e alle foto. Ci sono sempre troppe idee e troppo poco tempo per realizzarle, ma ce ne sono alcune che pressano e mi spingono a realizzarle senza che me ne renda nemmeno conto, a volte.

Ti succede mai?

 

Pug it up!

Premi play e immaginati il carlino che si muove a tempo:

Ti piacciono i carlini?
Ti piace la musica?
Ti piacciono i regali?

Allora preparati, perché sta per arrivare un super giveaway con questo tipo qui sopra, che è il protagonista del mio ultimo lavoro digitale. Credo di sentire un bisogno fortissimo di disegnare anche altri animali. Sì, lo sento proprio. 🐕 🐈 🐇

Dive into words, like the white whale. [Free download]

Ebbene sì, ho strappato questa pagina dal libro di Moby Dick. Da una copia usata e piuttosto vecchia per la precisione. Bella edizione, la traduzione mi piaceva molto.

I miei amici mi hanno detto che sono un mostro per averlo fatto.
Ma l’ho fatto in nome dell’arte, mi perdonerete mai? 

Dai, in realtà era solo una parte del libro vero! 
Lo trovai anni fa ad un mercatino dell’usato e cominciai così a leggere Moby Dick, ma come ho scritto sopra, era solo una parte. Per questo mi sono presa una bellissima edizione illustrata e ho deciso di utilizzare questo per divertirmi un po’. 🙂

Tra l’altro il disegno originale sarà un regalo ma pensandoci bene, ho deciso di farne un regalo per tutti… anche voi! Esatto, trovate la versione stampabile in A4 gratis nell’area download del sito! <- cliccate per andarci. Se non l’avete ancora fatto e non riuscite ad accedere, vi basta registrarvi alla mia newsletter per ricevere il codice ti accesso. Cliccate qui per registrarvi. ❤
Consideratelo il mio regalo di Natale, eheh.

Beh ragazzi, se lo scaricate e stampate, mandatemi assolutamente una foto della stampa appesa, mi farebbe super piacere!

Chiara

Within, White Out

That’s the name of my first exhibition in the beautiful town I’m living, Florence. 
It’s been 2 years now since I moved here. My life changed completely, I took back some things I totally stopped doing, like singing, writing, drawing.
2 years ago I would have never thought about seeing my drawings exposed in Florence.
And if only you knew how much I love unexpected plot twists in my life. 🙂

But keeping it simple and short, I’m writing to share with you this event, just in case you happen to be in Florence this wednesday, I will be at via dell’Albero 18, inside the ContestaRockHair salon, and my drawings will be there for about a month. 

I really wish to see you there. ❤

Chiara

Connections

Connections

A bell is ringing.
Can you hear it from the woods?
A ray of light
hole the shadow.
Don’t speak now,
listen to the sough of the wind
wash your face from the past,
you can leave it here.
Can the music keep playing?
I don’t want to hear anything else.
I just want to rest my head
We’ve been wandering too long.
I lost the count of my steps.
all I know is they brought me here,
to face the wanderer
and lay my weights.
How did I become so different?
How did I become so much like you?
How are we so apart?
How are we so alike?

Cosa vuoi fare?

Cosa voglio fare?
Cosa NON voglio fare, è tutto quello che so.

Imparare giorno dopo giorno, cose nuove,
ricominciare da capo,
scoprire nuovi limiti
e poi rompere il fiato per abbatterli.
Innamorarsi ogni giorno delle cose belle,
sorprendersi sempre nell’accorgersi che, invece,
questo mondo è splendido.
Buttare sulla carta delle linee e creare delle forme.
Sporcarle con le ombre e col colore.
Soffrire di insoddisfazione motivazionale
e accorgersi di essere in evoluzione,
sempre,
di cercarla perché vitale, più dell’aria.

Viviamo con questa spada di Damocle su di noi: “Cosa vuoi fare?”.
Questo voglio fare, continuare ad esplorare e meravigliarmi ogni giorno.
Aprire sempre nuove porte per capire quante cose, ancora, non so
e probabilmente non saprò mai.
Lasciare che la curiosità riempia i miei pensieri ogni secondo che respiro,
per sentirmi i polmoni pieni di dubbi,
la testa piena di idee,
il cuore pieno di voglia di continuare a cercare.

 

Rock it galaxy girl!

Che mi piacesse la musica, lo sapevate già.
Che il mio obiettivo è proprio quello di illustrare per il mondo della musica, beh, questo forse non lo sanno tutti.

Ultimamente un piccolo passetto in questa direzione c’è stato. Infatti l’ultimo artwork che avete visto sul mio portfolio, quello con la ragazza che suona, è servito proprio per la locandina del Villaggio Rock, il festival musicale che avrà luogo dal 30 giugno al 2 luglio a Castiglion Fiorentino.

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We are made of starstuff | Sul mio ultimo progetto

 

Un punto.
Poi un altro più grande.
Un altro ancora piccolino, e uno e due e tre.
Poi una linea, da sinistra a destra.
Aspetta, questa invece va da sotto a sopra!

Forse è il mio modo di giocare a riempire i vuoti.
Non lo so cosa mi è scattato in testa, quando appunto, nella testa ci ho messo le costellazioni. 
È che per me è come se ci fossero dei collegamenti tra i miei pensieri, che nascono e muoiono qui in questo cervello, veloci come la luce delle stelle che attraversano lo spazio vuoto per giungere a noi. Ogni puntino è una singola domanda che mi pongo, che nello svilupparsi traccia una linea che si protende verso un nuovo concetto appena nato.

Che poi si fa per parlare, perché mi piace quando ognuno trova il modo di scomporre queste raffigurazioni dei miei istinti per giocarci e ricomporne di propri.

A me diverte cercare nuovi modi di giocare con il nulla. Capire dove posso tingere di nero, bucare il foglio per poi riempirlo di nuovo di galassie lontane, popolarlo di stelle inventate e indefinite.
Che poi, ci sarà vita laggiù?
Voi, che dite, cosa ci avete visto in quelle stelle?

Clicca per vedere tutta la serie “We are made of starstuff”

Hanno detto “Nebbia” e io ho cominciato a disegnarla | Nuovo progetto

Avete presente quelle parole che vi fanno sempre scattare qualcosa dentro?
Ecco, tutto quello che è nebbioso, indefinito, senza dei confini precisi mi  fa questo preciso effetto.
Mille immagini cominciano a scorrermi nella mente, comincio ad immaginare un soggetto e cosa può nascondere in questa nebbia che qualcuno ha richiamato, una parte di sé? Un pensiero? Un oggetto? La sua storia? Il suo corpo?

È un po’ quello che ho pensato quando i ragazzi della rivista indipendente “L’Ulcera del Signor Wilson” mi hanno chiesto di collaborare con loro.

Mi hanno detto che il tema era “La Foschia” e il mio cervello, inevitabilmente, ha cominciato a lavorare.


Non mi sono stati dati vincoli, quindi ho disegnato molto liberamente e devo dire che è stata una fantastica esperienza.
Solitamente anche un solo titolo ti fa sentire incatenato, ma questa volta non è successo ed è stato tutto molto spontaneo, lo dico con un’abbondante dose di felicità, probabilmente alimentata dal fatto che mi ha fatto davvero piacere fare qualcosa per questi ragazzi.

E sì, li chiamo ragazzi perché sono persone dietro una passione, chiamarli associazione sarebbe riduttivo e mi fa piacere sottolineare il lavoro di chi con la massima spontaneità crea qualcosa di bello, dal nulla, perché ci crede.

Continuate così ragazzi, vi auguro di arrivare il più lontano possibile.

Vi dedico il mio disegno, che ho realizzato con il cuore e spero che vi piaccia quanto a me piace il vostro lavoro.

Allora prossima,
Chiara