Tutti cambiamo, anche lo stile.

Avrei voluto fare un post in cui ti spiegavo come sono arrivata a questo stile.
Avrei voluto dirti perché ho scelto certe frasi o parole.
Invece non riesco davvero a spiegarmi, so solo che è da un po’ che avevo in testa queste immagini, queste forme, queste linee. Sentivo il bisogno di far capire che sono fatta in un modo preciso, e se metti insieme le mie ultime pubblicazioni ti fai un’idea di quello che intendo.

Sì perché è così che mi sento, fatta di linee storte che non vanno da nessuna parte, indirizzate in uno spazio infinito in cui galleggiano parole, figure, pensieri.

Non so quanto senso possa avere, ma in un certo senso quando le guardo mi sembra di vedermi riflessa in uno specchio. Voglio scrivere di più, voglio scrivere sopra ai disegni e alle foto. Ci sono sempre troppe idee e troppo poco tempo per realizzarle, ma ce ne sono alcune che pressano e mi spingono a realizzarle senza che me ne renda nemmeno conto, a volte.

Ti succede mai?

 

Il vuoto dentro | quando non riesci a creare niente

Crediamo sempre di essere gli unici a sentirci così.
Cioè, lo sai che anche gli altri sentono dei vuoti, dei blocchi.
Ma solo tu ti senti così tanto così.

Ecco, dovresti smetterla di fartene una colpa, smettere di pensare che se produci meno degli altri allora sei meno competente. Smetti di compararti agli altri solo per misurare quanto sei peggiore di loro. O meglio, guardarsi intorno fa bene, ma cerca di farlo oggettivamente. Guarda chi sta più in alto ma anche chi sta più in basso.

E smetti di ripeterti che resterai sempre dove sei, che a nessuno interessa quello che fai, che è inutile esporti perché quello che fai non piace o serve a nessuno. Ricordati che anche tu ammiri qualcuno e che quella persona ha pensato queste stesse cose di sé, ma le ha accantonate per andare avanti.

Non fermarti se sono mesi o addirittura anni che ci provi e non ti sembra di aver combinato niente. Ci vogliono costanza e tantissima pazienza per raggiungere quello che desideri.

Smetti di ripeterti che il mondo è già pieno di persone che fanno il tuo stesso lavoro e che tu non servi. Se la pensi così, cerca di capire cosa puoi aggiungere di tuo che gli altri non possono dare.

Queste parole le scrivo pensando a te che leggi, ma le ripeto ogni giorno anche a me stessa. Spesso ho come la sensazione che la mia autostima frani come se stessi cercando di sollevare un cumulo di piume leggerissime tutte assieme. Ci provo, ma inevitabilmente volano più lontano. Ma ho deciso di credere che non sono l’unica ad avere dei momenti di instabilità. Ho deciso di credere che è perfettamente normale e che se un giorno non ce la faccio a fare qualcosa, proverò il giorno dopo.

Potresti farlo anche tu, se solo lo volessi.
Si tratta solo di decidere.
Ci vuoi credere?

Blue skies, blue mood.

There is always a time
and a space,
proper ones.
And proper times
and spaces
to miss the chances
to discover what’s on
the other side.

Sometimes we just don’t feel okay. For all the times we hide things to others and especially to ourselves, there are times when they emerge and they claim to be faced.
We can’t always have bright days.
I had a dark one the other day. 

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Connections

Connections

A bell is ringing.
Can you hear it from the woods?
A ray of light
hole the shadow.
Don’t speak now,
listen to the sough of the wind
wash your face from the past,
you can leave it here.
Can the music keep playing?
I don’t want to hear anything else.
I just want to rest my head
We’ve been wandering too long.
I lost the count of my steps.
all I know is they brought me here,
to face the wanderer
and lay my weights.
How did I become so different?
How did I become so much like you?
How are we so apart?
How are we so alike?

Jumping into 2018 while exploring Italy

FINALLY the 2017 is gone. Lol, just kidding.

2017 was not bad year for me, at all, but December is always a terrible month in my opinion. Plus I really needed some holidays and some time for me.

Like a lot.

Don’t know about you, but sometimes I need to get completely away and do something that can restore my will power, my inspiration, myself. Most of the time this means travelling and roaming somewhere, in order to free my mind and gain back that voice in my head that whispers “Get back to your work, now!”.

Right now is actually screaming.

But let’s take this from the beginning. Me and my mate, with our almost nonexistent budget tried to book some flight or holiday. Of course everything is terribly expensive during the new year’s period, so we just decided to jump in the car and visit Umbria, one region of our beautiful country.

Being broke has a good side: it makes choices quite easy to make.
So we packed our things, our enthusiasm and we started our trip.
Pynch were now on the road:

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Love, is what they showed.

Weeks ago I just told you half of the story.
After my weekend in Turin, I took a train to get to Padova, because another amazing concert was waiting for me there.

When I heard that Hundred Waters were playing at MAME Club I thought it was a joke, but when I checked, tickets were actually available.
13.50€… seriously? Again, I thought it was probably fake.
So I did what everyone would do, I googled it and it turned out it was actually true: how could I not go?
First and only one date in Italy. 
I had to.

So that’s what I did,  I took my backpack and went there. No regret.

The opening band was HÅN, I didn’t know her music and it was a very pleasant discover.

Then Hundred Waters, one of my favorite bands started playing.
What happened was both unexpected and beautiful.

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Eat. Concerts. Art Shows. Sleep. Repeat.

Pic taken at Artissima's art fair 2017

Well, I took some days off recently. Everyday life has been swallowing me and I just did not notice it, until I realized it all of a sudden. Luckily I have some good friends that drag me out of my cave and away from work whenever I need it.  I’m glad to introduce you to my crew, eheh.

So, with these lovely people up here, I’ve been roaming a little in Turin. Turned out to be a quite cold but peaceful long weekend. All the streets were already decorated with some cool light installation. Of course the space/constellation decorations caught my attention quite immediately.

Well, to be honest it became peaceful right after the Club 2 Club concert on Friday: did I mention that I was there for a pretty big concert? I bet you aren’t surprised at all, eheh. I was there mostly to see Bonobo and Nicolas Jaar live. 

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Cosa vuoi fare?

Cosa voglio fare?
Cosa NON voglio fare, è tutto quello che so.

Imparare giorno dopo giorno, cose nuove,
ricominciare da capo,
scoprire nuovi limiti
e poi rompere il fiato per abbatterli.
Innamorarsi ogni giorno delle cose belle,
sorprendersi sempre nell’accorgersi che, invece,
questo mondo è splendido.
Buttare sulla carta delle linee e creare delle forme.
Sporcarle con le ombre e col colore.
Soffrire di insoddisfazione motivazionale
e accorgersi di essere in evoluzione,
sempre,
di cercarla perché vitale, più dell’aria.

Viviamo con questa spada di Damocle su di noi: “Cosa vuoi fare?”.
Questo voglio fare, continuare ad esplorare e meravigliarmi ogni giorno.
Aprire sempre nuove porte per capire quante cose, ancora, non so
e probabilmente non saprò mai.
Lasciare che la curiosità riempia i miei pensieri ogni secondo che respiro,
per sentirmi i polmoni pieni di dubbi,
la testa piena di idee,
il cuore pieno di voglia di continuare a cercare.

 

We are made of starstuff | Sul mio ultimo progetto

 

Un punto.
Poi un altro più grande.
Un altro ancora piccolino, e uno e due e tre.
Poi una linea, da sinistra a destra.
Aspetta, questa invece va da sotto a sopra!

Forse è il mio modo di giocare a riempire i vuoti.
Non lo so cosa mi è scattato in testa, quando appunto, nella testa ci ho messo le costellazioni. 
È che per me è come se ci fossero dei collegamenti tra i miei pensieri, che nascono e muoiono qui in questo cervello, veloci come la luce delle stelle che attraversano lo spazio vuoto per giungere a noi. Ogni puntino è una singola domanda che mi pongo, che nello svilupparsi traccia una linea che si protende verso un nuovo concetto appena nato.

Che poi si fa per parlare, perché mi piace quando ognuno trova il modo di scomporre queste raffigurazioni dei miei istinti per giocarci e ricomporne di propri.

A me diverte cercare nuovi modi di giocare con il nulla. Capire dove posso tingere di nero, bucare il foglio per poi riempirlo di nuovo di galassie lontane, popolarlo di stelle inventate e indefinite.
Che poi, ci sarà vita laggiù?
Voi, che dite, cosa ci avete visto in quelle stelle?

Clicca per vedere tutta la serie “We are made of starstuff”

Il tempo e noi | Trovare il proprio stile

 

Clicca per vedere tutta la serie "We are made of startuff"

Quanto tempo spendiamo a cercare di capire in cosa stiamo sbagliando.
Ci carichiamo le spalle di dubbi, domande, osservazioni, commenti, fino ad arrivare al punto in cui non riusciamo più a camminare e ci trasciniamo soltanto.
Finché un giorno, stanchi, ci lasciamo cadere a terra sfiniti e in quel momento, solo in quel momento, quando ci sembra di aver sudato via ogni speranza per la fatica, con ingenua naturalezza lasciamo cadere il carico che ci ha rallentato finora.
E con la mente sgombra e assente, ci lasciamo andare a quello che siamo veramente.

Ho passato molto tempo a chiedermi se fosse davvero il mio stile quello o quell’altro disegno che avevo realizzato. Se fosse giusto utilizzare il colore o restare fedele sempre al bianco e nero.
Poi un giorno, ti guardi alle spalle e noti che c’è qualcosa che è nato spontaneamente, un filo conduttore che collega ogni cosa che hai fatto.
La verità è che non esiste il giusto o lo sbagliato, esiste solo l’esigenza che hai tradotto sul foglio, nel tuo personalissimo linguaggio.

In questo campo, ascoltare chi abbiamo intorno ci fa bene, ma non deve essere vincolante, altrimenti rischia di creare semplicemente una zavorra di dubbi che ci impedisce di andare avanti.

Chissà come mai le cose più semplici sono sempre le più difficili da capire.