Roam through Bologna, you will stumble upon beauty.

One of the things I like the most, is to get lost trough the streets of cities I don’t know that much. Well, Bologna is not an unknown place to me but since I never lived there, it still taste a little bit like there’s always something new you’re about to discover around that corner or the other one and somehow that’s exactly what happened. While I was wandering with my friend, the poster you can see here above my words got our attention. This is how I got to know the Cheap Festival

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Cosa vuoi fare?

Cosa voglio fare?
Cosa NON voglio fare, è tutto quello che so.

Imparare giorno dopo giorno, cose nuove,
ricominciare da capo,
scoprire nuovi limiti
e poi rompere il fiato per abbatterli.
Innamorarsi ogni giorno delle cose belle,
sorprendersi sempre nell’accorgersi che, invece,
questo mondo è splendido.
Buttare sulla carta delle linee e creare delle forme.
Sporcarle con le ombre e col colore.
Soffrire di insoddisfazione motivazionale
e accorgersi di essere in evoluzione,
sempre,
di cercarla perché vitale, più dell’aria.

Viviamo con questa spada di Damocle su di noi: “Cosa vuoi fare?”.
Questo voglio fare, continuare ad esplorare e meravigliarmi ogni giorno.
Aprire sempre nuove porte per capire quante cose, ancora, non so
e probabilmente non saprò mai.
Lasciare che la curiosità riempia i miei pensieri ogni secondo che respiro,
per sentirmi i polmoni pieni di dubbi,
la testa piena di idee,
il cuore pieno di voglia di continuare a cercare.

 

We are made of starstuff | Sul mio ultimo progetto

 

Un punto.
Poi un altro più grande.
Un altro ancora piccolino, e uno e due e tre.
Poi una linea, da sinistra a destra.
Aspetta, questa invece va da sotto a sopra!

Forse è il mio modo di giocare a riempire i vuoti.
Non lo so cosa mi è scattato in testa, quando appunto, nella testa ci ho messo le costellazioni. 
È che per me è come se ci fossero dei collegamenti tra i miei pensieri, che nascono e muoiono qui in questo cervello, veloci come la luce delle stelle che attraversano lo spazio vuoto per giungere a noi. Ogni puntino è una singola domanda che mi pongo, che nello svilupparsi traccia una linea che si protende verso un nuovo concetto appena nato.

Che poi si fa per parlare, perché mi piace quando ognuno trova il modo di scomporre queste raffigurazioni dei miei istinti per giocarci e ricomporne di propri.

A me diverte cercare nuovi modi di giocare con il nulla. Capire dove posso tingere di nero, bucare il foglio per poi riempirlo di nuovo di galassie lontane, popolarlo di stelle inventate e indefinite.
Che poi, ci sarà vita laggiù?
Voi, che dite, cosa ci avete visto in quelle stelle?

Clicca per vedere tutta la serie “We are made of starstuff”

Il tempo e noi | Trovare il proprio stile

 

Clicca per vedere tutta la serie "We are made of startuff"

Quanto tempo spendiamo a cercare di capire in cosa stiamo sbagliando.
Ci carichiamo le spalle di dubbi, domande, osservazioni, commenti, fino ad arrivare al punto in cui non riusciamo più a camminare e ci trasciniamo soltanto.
Finché un giorno, stanchi, ci lasciamo cadere a terra sfiniti e in quel momento, solo in quel momento, quando ci sembra di aver sudato via ogni speranza per la fatica, con ingenua naturalezza lasciamo cadere il carico che ci ha rallentato finora.
E con la mente sgombra e assente, ci lasciamo andare a quello che siamo veramente.

Ho passato molto tempo a chiedermi se fosse davvero il mio stile quello o quell’altro disegno che avevo realizzato. Se fosse giusto utilizzare il colore o restare fedele sempre al bianco e nero.
Poi un giorno, ti guardi alle spalle e noti che c’è qualcosa che è nato spontaneamente, un filo conduttore che collega ogni cosa che hai fatto.
La verità è che non esiste il giusto o lo sbagliato, esiste solo l’esigenza che hai tradotto sul foglio, nel tuo personalissimo linguaggio.

In questo campo, ascoltare chi abbiamo intorno ci fa bene, ma non deve essere vincolante, altrimenti rischia di creare semplicemente una zavorra di dubbi che ci impedisce di andare avanti.

Chissà come mai le cose più semplici sono sempre le più difficili da capire.

 

Tra i miei pensieri, stratificati

 

 

Vi è mai capitato di vedere così tante cose belle tutte insieme, che qualcosa, inevitabilmente, vi si smuove dentro?
Senti che ti viene da piangere ma non per tristezza, al contrario, perché ci si sente inaspettatamente a casa.
Sentire le lacrime che salgono perché è l’unica cosa che si muove, mentre il corpo resta impietrito di fronte a tanta bellezza.
E non è lo stile, non è la tecnica, è la libertà del linguaggio che riflette senza vincoli dalle immagini che scorrono di fronte ai tuoi occhi.

A volte mi succede questo, mentre guardo il lavoro di altri illustratori che, senza timore dei giudizi, colpiscono la carta con i loro colori, tratti e danno una forma alle loro idee ed emozioni.
E io posso leggerle.

Tutto questo mi commuove, perché mi fa sentire a casa.

Bentornati, siamo nel 2017!

Eheh, rieccomi qua.
Buon Natale, buon anno, buon tutto.
Avete già firmato la lista dei buoni propositi?
Beh, lista o meno, questo breve periodo di ferie e di distacco mi hanno fatto proprio bene. Sono tornata al lavoro piuttosto carica e spero fortemente che sia lo stesso per voi!

In questo periodo di pausa in realtà ho lavorato molto, di testa e di mano. Infatti, se seguite il mio sito e la mia newsletter, a breve vedrete uscire una serie di lavori nuovi che sto finendo di sistemare, incorniciare, fotografare e tutte quelle cose che ai disegni gli girano solo intorno.
Nel frattempo, però, ho pure fotografato e man mano che le immagini si accatastano, vedo le cose che prendono forma, che si danno un senso a vicenda.
Un po’ come quando non butti via “quella cosa” perché sai che prima o poi ti tornerà utile.
Lo stesso sta succedendo con le mie fotografie.
Lentamente, si danno la mano e danno vita a nuove tematiche.
È una bellissima sensazione che faccio davvero fatica a spiegare. 🙂

Infatti, se avete già visitato il sito altre volte, a breve noterete dei piccoli cambiamenti.

Nel frattempo vi faccio vedere cosa ho riportato dalla Danimarca questo Natale. Ho avuto la fortuna di passare le feste insieme a delle persone carinissime, la cui casa ha completamente rapito la mia attenzione.
Gli scatti che vedete sono scorci rubati proprio lì.

Non sono le uniche, ma al momento sono quelle “pronte”, diciamo.
A breve vedrete anche il resto, promesso.

Chiara

Nel buio

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Sono al buio, già.
E l’unica luce che ho è quella del pc.
L’unico suono che sento è la musica che esce dagli altoparlanti.
Ascolto questa canzone:

E penso.

Sì, perché la musica mi fa sempre pensare un sacco. Sarà per questo che molti dei miei lavori gli sono legati? Come quando da piccola arrotolavo lo spago dei palloncini intorno alla mano e questo scendeva sempre più vicino, con la stessa andatura la melodia si avvicina e si insidia nella mia mente, spegnendo quello che mi circonda, lasciando spazio solo alle immagini che mi scorrono in testa.

Da un po’ ho in testa un disegno collegato ad una canzone che non riesco a tirar fuori.
Spero di riuscire a materializzare qualcosa nei prossimi giorni. 🙂

Chiara

Hello there, nice to meet you.

Hey there everyone!
Finally I am writing my first post here on my website.
First of all I really hope that you like it and if you have any comment, tip or thoughts of any kind, really, feel free to share: every opinion is much appreciated.
Switching rapidly to the true topic, I mostly care about sharing with you my new works. 😀
If you are following me on my Instagram and Facebook, you will know that I’ve been in Denmark for a couple of weeks, in particular Copenhagen and Vejby Strand.

 

 

Instead of souvenirs, what I brought back home are photos and some works. 🙂

 

COPENHAGEN SERIES

To be honest I think I still have some other raw pictures, so I hope to be able to work on them soon.

Have you ever visited Denmark? Do you like to travel?
Let me know in the comments what is your best memory you have from one of your travels. 🙂

Chiara