Sulla Monotipia

Da qualche mese, come già saprete se seguite la mia pagina Facebook o Instagram, sto frequentando un bellissimo corso di Illustrazione presso la Scuola di illustrazione di Scandicci qua a Firenze.

Oltre alle divertentissime lezioni che tiene Candia, la nostra fantastica insegnante (che merita almeno di essere citata!), ho partecipato a 4 workshop tenuti da illustratori molto differenti tra loro, sia nei concetti, sia nel modo di vivere il mondo dell’illustrazione, sia e soprattutto nei processi artistici.

Spesso sentiamo tanti nomi, di tecniche, di materiali, ma si fatica ad immaginare realmente le migliaia di possibilità di applicazioni che queste hanno. Per non parlare di quando cominciamo a comprendere come possiamo mescolarle.
Questo ultimo workshop dedicato alla Monotipia, mi ha aperto gli occhi su tantissimi punti di vista, sul mio modo di lavorare e quello che davvero mi piace realizzare, su come spesso il nostro lavoro appare agli altri e come, da artisti, diamo per scontati davvero troppi aspetti quando ci relazioniamo con un pubblico che non vive l’arte dal lato della realizzazione.

Per questo ho deciso di descrivere queste tecniche che mi hanno in qualche modo lasciato qualcosa, così che magari possano lasciare qualcosa anche a voi.
Oggi vi parlo quindi della Monotipia, quest’ultima tecnica che abbiamo utilizzato proprio un paio di giorni fa.

SULLA MONOTIPIA

La parola Monotipo viene dal greco (τυπος, impronta o figura e μόνος, solo, singolo) e descrive l’unicità di un operato.
Infatti, dal punto di vista artistico, questa tecnica garantisce l’unicità di ogni tavola o opera, in quanto spesso i materiali che utilizziamo non possono garantire un risultato perfettamente identico al precedente e in alcuni casi non sono proprio riutilizzabili.

Brunella Baldi, l’insegnante che ha tenuto il nostro workshop, ci ha infatti mostrato alcune delle sue bellissime tavole, rimarcando la loro singolarità data proprio da questa splendida tecnica.
Per i suoi lavori, Brunella, utilizza principalmente delle maschere che disegna e intaglia lei stessa, e che colora poi con i colori calcografici. Ma non si limita di certo a questo, infatti sfruttando il disegno, il collage e i principi dell’incisione ha definito un suo stile. Vedere lavorare Brunella è stato qualcosa di magico e che mi ha lasciato moltissima ispirazione. La sua padronanza della tecnica le permette di creare delle tavole che non possono non catturarci e trascinarci nelle sue atmosfere oniriche.

Tavola di Brunella Baldi

Quello che mi ha fortemente colpito della monotipia è la sua vicinanza a moltissime altre tecniche, come se fosse un punto di incontro tra le possibilità. Ci ritroviamo tutti i principi delle tecniche di incisione e i livelli della serigrafia e della stampa in generale, ma la si può mescolare e dettagliare con le altre tecniche di disegno tradizionale.

Inutile dire che vi consiglio di provare e soprattutto di non mollare al primo tentativo! In alcuni momenti, di fronte alle mie produzioni mi sono sentita catapultata di nuovo all’asilo, non ve lo nascondo, ma nonostante tutto mi reputo soddisfatta.
Poteva andare peggio, no?!

La conoscevate? L’avete mai provata? Fatemi sapere cosa ne pensate e se ne avete, postate i vostri lavori! 🙂

Chiara