Within, White Out

That’s the name of my first exhibition in the beautiful town I’m living, Florence. 
It’s been 2 years now since I moved here. My life changed completely, I took back some things I totally stopped doing, like singing, writing, drawing.
2 years ago I would have never thought about seeing my drawings exposed in Florence.
And if only you knew how much I love unexpected plot twists in my life. 🙂

But keeping it simple and short, I’m writing to share with you this event, just in case you happen to be in Florence this wednesday, I will be at via dell’Albero 18, inside the ContestaRockHair salon, and my drawings will be there for about a month. 

I really wish to see you there. ❤

Chiara

Within, White Out

That’s the name of my first exhibition in the beautiful town I’m living, Florence. 
It’s been 2 years now since I moved here. My life changed completely, I took back some things I totally stopped doing, like singing, writing, drawing.
2 years ago I would have never thought about seeing my drawings exposed in Florence.
And if only you knew how much I love unexpected plot twists in my life. 🙂

But keeping it simple and short, I’m writing to share with you this event, just in case you happen to be in Florence this wednesday, I will be at via dell’Albero 18, inside the ContestaRockHair salon, and my drawings will be there for about a month. 

I really wish to see you there. ❤

Chiara

Connections

Connections

A bell is ringing.
Can you hear it from the woods?
A ray of light
hole the shadow.
Don’t speak now,
listen to the sough of the wind
wash your face from the past,
you can leave it here.
Can the music keep playing?
I don’t want to hear anything else.
I just want to rest my head
We’ve been wandering too long.
I lost the count of my steps.
all I know is they brought me here,
to face the wanderer
and lay my weights.
How did I become so different?
How did I become so much like you?
How are we so apart?
How are we so alike?

Cosa vuoi fare?

Cosa voglio fare?
Cosa NON voglio fare, è tutto quello che so.

Imparare giorno dopo giorno, cose nuove,
ricominciare da capo,
scoprire nuovi limiti
e poi rompere il fiato per abbatterli.
Innamorarsi ogni giorno delle cose belle,
sorprendersi sempre nell’accorgersi che, invece,
questo mondo è splendido.
Buttare sulla carta delle linee e creare delle forme.
Sporcarle con le ombre e col colore.
Soffrire di insoddisfazione motivazionale
e accorgersi di essere in evoluzione,
sempre,
di cercarla perché vitale, più dell’aria.

Viviamo con questa spada di Damocle su di noi: “Cosa vuoi fare?”.
Questo voglio fare, continuare ad esplorare e meravigliarmi ogni giorno.
Aprire sempre nuove porte per capire quante cose, ancora, non so
e probabilmente non saprò mai.
Lasciare che la curiosità riempia i miei pensieri ogni secondo che respiro,
per sentirmi i polmoni pieni di dubbi,
la testa piena di idee,
il cuore pieno di voglia di continuare a cercare.

 

Rock it galaxy girl!

Che mi piacesse la musica, lo sapevate già.
Che il mio obiettivo è proprio quello di illustrare per il mondo della musica, beh, questo forse non lo sanno tutti.

Ultimamente un piccolo passetto in questa direzione c’è stato. Infatti l’ultimo artwork che avete visto sul mio portfolio, quello con la ragazza che suona, è servito proprio per la locandina del Villaggio Rock, il festival musicale che avrà luogo dal 30 giugno al 2 luglio a Castiglion Fiorentino.

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Rock it galaxy girl!

The fact that I like music, well, I guess you already know that.
That one of my goals is to work for the music world, well, not all of you might know this.

So, lately I moved a little further in this direction. Indeed my latest artwork, the one with the girl playing a bass guitar, was commissioned by the Villaggio Rock, a music festival that will take place from the 30th of June to the 2nd of July at Castiglion Fiorentino, near Arezzo, my hometown.

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We are made of starstuff | Sul mio ultimo progetto

 

Un punto.
Poi un altro più grande.
Un altro ancora piccolino, e uno e due e tre.
Poi una linea, da sinistra a destra.
Aspetta, questa invece va da sotto a sopra!

Forse è il mio modo di giocare a riempire i vuoti.
Non lo so cosa mi è scattato in testa, quando appunto, nella testa ci ho messo le costellazioni. 
È che per me è come se ci fossero dei collegamenti tra i miei pensieri, che nascono e muoiono qui in questo cervello, veloci come la luce delle stelle che attraversano lo spazio vuoto per giungere a noi. Ogni puntino è una singola domanda che mi pongo, che nello svilupparsi traccia una linea che si protende verso un nuovo concetto appena nato.

Che poi si fa per parlare, perché mi piace quando ognuno trova il modo di scomporre queste raffigurazioni dei miei istinti per giocarci e ricomporne di propri.

A me diverte cercare nuovi modi di giocare con il nulla. Capire dove posso tingere di nero, bucare il foglio per poi riempirlo di nuovo di galassie lontane, popolarlo di stelle inventate e indefinite.
Che poi, ci sarà vita laggiù?
Voi, che dite, cosa ci avete visto in quelle stelle?

Clicca per vedere tutta la serie “We are made of starstuff”

Hanno detto “Nebbia” e io ho cominciato a disegnarla | Nuovo progetto

Avete presente quelle parole che vi fanno sempre scattare qualcosa dentro?
Ecco, tutto quello che è nebbioso, indefinito, senza dei confini precisi mi  fa questo preciso effetto.
Mille immagini cominciano a scorrermi nella mente, comincio ad immaginare un soggetto e cosa può nascondere in questa nebbia che qualcuno ha richiamato, una parte di sé? Un pensiero? Un oggetto? La sua storia? Il suo corpo?

È un po’ quello che ho pensato quando i ragazzi della rivista indipendente “L’Ulcera del Signor Wilson” mi hanno chiesto di collaborare con loro.

Mi hanno detto che il tema era “La Foschia” e il mio cervello, inevitabilmente, ha cominciato a lavorare.


Non mi sono stati dati vincoli, quindi ho disegnato molto liberamente e devo dire che è stata una fantastica esperienza.
Solitamente anche un solo titolo ti fa sentire incatenato, ma questa volta non è successo ed è stato tutto molto spontaneo, lo dico con un’abbondante dose di felicità, probabilmente alimentata dal fatto che mi ha fatto davvero piacere fare qualcosa per questi ragazzi.

E sì, li chiamo ragazzi perché sono persone dietro una passione, chiamarli associazione sarebbe riduttivo e mi fa piacere sottolineare il lavoro di chi con la massima spontaneità crea qualcosa di bello, dal nulla, perché ci crede.

Continuate così ragazzi, vi auguro di arrivare il più lontano possibile.

Vi dedico il mio disegno, che ho realizzato con il cuore e spero che vi piaccia quanto a me piace il vostro lavoro.

Allora prossima,
Chiara