3×3 | Book Review

Vi ricordate il mio post su Artefiera? Ecco, ho omesso un dettaglio importante, ovvero che l’entrata era tappezzata di libri e riviste meravigliose in vendita. In questi posti mi succede due cose in sequenza. Prima vado in brodo di giuggiole, mi trasformo in un Gollum delle librerie e vorrei portarmi a casa tutto, in seconda battuta mi ricordo di quanto sono povera e che il furto è reato e che quindi è meglio abbassare le mani.
Però quando vedo tante cose belle tutte insieme, in un luogo che mi ha dato in qualche modo gioia, ecco, io qualcosa a casa ce lo devo riportare. 
Ed ecco che parte tutto il mio processo mentale in cui tocco, sfoglio, guardo e decido quale sarà il pezzo che diventerà l’emblema di quel preciso evento.

In questo caso, il vincitore di Artefiera è una rivista molto particolare che ho trovato allo stand dell’Edicola 518 di Perugia e che non conoscevo prima. 3×3 oltre ad essere la protagonista di questa review è sopratutto una raccolta annuale dei migliori illustratori che si sono distinti in un determinato anno, in questo caso ovviamente del 2017.
Quello che mi è piaciuto di più è che siano stati divisi non per stati o per stili, che di solito creano solo una certa noia mentale nel lettore, ma per categorie di medium. Dai poster, alle illustrazioni per l’editoria, dalle riviste ai videogames, le possibilità di declinazione e applicazione degli stili sono infinite e questa impaginazione ci aiuta a renderci conto che i nostri gusti possono sempre servire a qualcuno a prescindere dal settore.

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Non è vero che uno stile è migliore di un altro per una determinata cosa, o meglio, forse sì ma non date mai nulla per scontato.
Infine, ma non credo che ci sia bisogno di dirlo, è una miniera d’oro per trarre ispirazione e gli illustratori presenti sono a dir poco magnifici.

Come sempre, lascio parlare le immagini e spero di avervi incuriosito.
E Voi? Avete una rivista da cui traete ispirazione? Parlatemene nei commenti!

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Hoppìpolla | Una scatola magica

Premi play per creare l’atmosfera:

Avete mai sentito parlare di Hoppìpolla? 
È una scatola magica, piena di cose belle e di felicità.

è così che mi sono sentita quando ho aperto la mia proprio oggi! L’aspettavo da un po’, era la prima volta che arrivava e come tutte le cose nuove regala un misto di incertezza, aspettativa e impazienza.
Posso dirvi che non sono rimasta delusa.

Hoppìpolla è un abbonamento al buio, esatto, come gli appuntamenti. Ogni mese riceverete una scatola con dentro tutto quello che questi ragazzi hanno raccolto, tra artisti emergenti, riviste di nicchia e prodotti di design.
Questo mese ci hanno inviato dei carlini magici, della cioccolata e delle riviste che parlano di artisti europei. Spero che quella di Aprile sia azzeccata come questa, vedremo. Vorreste vedere un nuovo post per le prossime scatole? Se sì, lasciatemelo scritto nei commenti. 😉

Vi ho incuriosito? Allora cosa aspettate? Vi lascio il link al loro sito in fondo al post. Scrollate, cliccate e immergetevi nel loro coloratissimo mondo!

HOPPìPOLLA

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“Will Happiness find me” by Peter Fischli and David Weiss | Book Review

I believe that exploring what’s behind and inside our minds is even more interesting than what we can create sometimes. Or at least, it can help us get into that one’s life and to understand how that person became who he or she is.

I believe that the ideas that we have are just the product of everything that surround us.

Un post condiviso da Chimù – Chiara Mulas (@chimu_art) in data:

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Le 5 ragioni per cui amo i Faber Castell PITT: i pro (e pochi contro) di questi pennini.

Qualche mese fa mi sono ritrovata a girellare in un negozio di materiali artistici.
Ovviamente ero andata solo per rifarmi gli occhi e non avevo in testa qualcosa in particolare, diciamo che ero entrata solo per respirare un po’ quel profumo di matite nuove e a tocchicciare gli sketchbook incellofanati (Dai che  lo fate anche voi, ammettetelo!).
Se non è la prima volta che approdate sul mio sito, avrete certamente notato che ho un amore spassionato per i pennini a china e compagnia bella.
Dunque, mi ritrovo davanti una parete super assortita di pennini e pennarelli, più della metà tutti neri e…  quel che è successo poi ve lo starete già immaginando.
Esatto, esco dal negozio sorridente, saltellante e con un nuovo set tra le mani!

Adesso che è da un po’ che li sto utilizzando, ho pensato di parlarvene visto che li trovo un ottimo prodotto.
Li ho utilizzati quasi tutti i giorni da quando li ho acquistati e adesso sento di potervi dare la mia opinione.

Quindi, ecco le 5 ragioni per cui, tornassi indietro, sveglierei di nuovo questo set:

1- Sono relativamente economici

Anche se la Faber Castell non è assolutamente famosa per i prezzi bassi, il set da 8 che ho acquistato lo si trova su Amazon per poco meno di 16€. Direi che il rapporto qualità/prezzo in questo caso è molto buono.

2- Il set di punte è ben assortito.


Tornassi indietro sceglierei di nuovo il set da 8 punte, ma anche nel caso in cui vogliate tentare con quello da meno o da più, noterete sicuramente che il range di dimensioni e tipologie è assortito molto bene.
A volte mi è capitato trovare tipologie di pennini che, nonostante le forme, i numeri o i nomi, avevano tutti il tratto molto simile.
Come potete notare dalla foto, non è questo il caso: ogni pennino ha la sua punta, la sua applicazione e il suo proprio modo di reagire alla pressione.

3- L’inchiostro si asciuga velocissimamente.

Passando all’argomento inchiostro, anticipo subito che l’ho amato dal primo momento e lo amo tutt’ora. Ha una velocità di asciugatura sorprendente e mi permette di lavorare senza fermarmi per ore e ore. Si è guadagnato un posto speciale nel mio cuore da subito!

4- La sensazione di controllo è fantastica

Le punte, a prescindere dalla forma, rispondono tutte perfettamente alla pressione e non sbaffano mai. Se poi vogliamo anche sottolineare che il peso della penna è giusto e che la presa è molto comoda si fa presto a capirne il motivo.

5- Il nero è… SUPER NERO!

Okay, prendetemi per pazza ma lo scriverò comunque, io amo questo inchiostro nero. Molte persone non notano la differenza tra i neri, ma per una come me che è letteralmente ossessionata da questo colore vi assicuro che esiste.
Il colore di questo inchiostro è morbido, profondo e i tratti si fondono perfettamente. Ne resto sempre impressionata alla fine di ogni lavoro, in senso buono ovviamente. 🙂

 

Se invece dovessi parlare di lati negativi, la primissima cosa che sottolineerei è di certo la mia esperienza con il pennino XS. Dopo averlo utilizzato ossessivamente per il mio ultimo lavoro sugli origami, ho notato che la punta si è consumata molto e, per inciso, sono sempre molto attenta nel maneggiare i miei pennini.

Questa è stata la prima, ma anche l’unica volta in cui questo set mi ha deluso.
Sono comunque molto felice del mio acquisto e sto anche pensando di provare il set di grigi, se così fosse vi posterò sicuramente anche quello in futuro quindi se avete trovato questa review interessante, iscrivetevi alla mia newsletter per ricevere news sule prossime! 🙂

qual’è il vostro strumento preferito e di cui non potreste mai fare a meno?
Dai, parlatemente in un commento qui sotto, sono sempre in cerca di nuovi materiali! 🙂

Chiara